Perché in inverno fa freddo?
Perché fa freddo?
Quando arriva l’inverno, in classe torna spesso una domanda molto concreta: perché fa freddo?
È una curiosità che nasce dall’esperienza quotidiana dei bambini, dal giubbotto da indossare al mattino, dal cielo basso, dai giochi all’aperto che durano meno.
Nella seconda metà di gennaio, poi, questa domanda si intreccia facilmente con i cosiddetti Giorni della merla, tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno. Un’occasione preziosa per fermarsi, osservare e provare a capire che cosa succede davvero.
Questa domanda può diventare un buon punto di partenza per lavorare sulle scienze in modo semplice e accessibile, partendo dall’osservazione e dall’esperienza diretta. In questo articolo proponiamo alcune attività adatte alla scuola primaria per aiutare gli alunni a capire perché in inverno le temperature si abbassano.
Da dove viene il calore
Prima di parlare di freddo, conviene fare un passo indietro e chiarire un’idea di base: il calore che scalda la Terra arriva soprattutto dal Sole. Il Sole, però, non scalda sempre allo stesso modo durante l’anno.
Anche in inverno il Sole è presente, ma la sua luce arriva in modo diverso. Aiutare i bambini a distinguere tra “il Sole c’è” e “il Sole scalda” è un passaggio importante per costruire una spiegazione sensata.
Attività 1 – Osservare il Sole durante la giornata
Nei giorni invernali si può osservare il Sole in momenti diversi della giornata: al mattino, verso mezzogiorno e nel primo pomeriggio. L’osservazione può avvenire all’aperto o semplicemente dalla finestra dell’aula.
Alcune domande utili per guidare il confronto:
- Dove si trova il Sole nel cielo?
- È alto o basso?
- La luce è forte o debole?
Non serve arrivare subito a una spiegazione: l’obiettivo è raccogliere impressioni e parole.
Attività 2 – Le ombre come indizio
Un’altra esperienza efficace riguarda le ombre. Si può usare un bastone piantato a terra o il corpo degli alunni e osservare come cambia l’ombra durante la giornata.
Si può chiedere:
- Quanto è lunga l’ombra al mattino?
- Cosa succede quando il Sole è più alto?
Da qui diventa più facile introdurre l’idea che, quando il Sole è basso, la sua luce arriva in modo più inclinato e scalda meno.
Attività 3 – Il corpo e il calore
Il tema del calore può essere affrontato anche partendo dal corpo. Si può chiedere ai bambini di restare fermi per qualche minuto e poi di muoversi: camminare, saltare, fare piccoli esercizi.
Le domande possono essere semplici:
- Quando sentite più caldo?
- Cosa succede al corpo quando si muove?
Questa esperienza aiuta a capire che il freddo non è qualcosa che “arriva”, ma che spesso è legato alla mancanza di calore.
Attività 4 – I Giorni della merla
Nella seconda metà di gennaio si sente spesso parlare dei giorni della merla, indicati dalla tradizione come i giorni più freddi dell’anno. È un aggancio utile per collegare scienze e cultura popolare.
L’attività può iniziare con una breve conversazione:
- Avete mai sentito parlare dei “giorni della merla”?
- Cosa si dice che succeda in questi giorni?
Nei giorni successivi si può osservare il tempo atmosferico: com’è il cielo, se c’è vento, che tipo di abbigliamento serve per stare all’aperto. Le osservazioni possono essere annotate su una tabella o su un cartellone.
A questo punto si può chiarire che i giorni della merla non sono una regola scientifica: alcuni anni coincidono con giorni molto freddi, altri meno. È un buon modo per distinguere tra tradizioni, osservazioni e spiegazioni scientifiche.
Mettere insieme le osservazioni
Dopo le attività è utile fermarsi a riorganizzare quanto emerso. Con parole semplici si può arrivare a una spiegazione condivisa:
In inverno il Sole è più basso nel cielo, le giornate sono più corte e la sua luce scalda meno. Per questo la Terra riceve meno calore e le temperature si abbassano. Le tradizioni nascono dall’osservazione del tempo nel corso degli anni, ma non funzionano sempre allo stesso modo.
Perché lavorare su queste domande in classe
Domande come perché fa freddo? aiutano i bambini a collegare ciò che studiano a scuola con quello che vivono ogni giorno. Permettono di usare un linguaggio scientifico senza forzature e di allenare l’osservazione e la capacità di spiegare ciò che si vede.
Sono anche un’occasione per lavorare in modo trasversale, intrecciando scienze, educazione civica e linguaggio.
Un punto di partenza
Le attività proposte non vogliono esaurire il tema dell’inverno, ma offrire spunti concreti da adattare alla propria classe. Piccoli esperimenti e osservazioni quotidiane possono diventare occasioni preziose per fare scienze in modo semplice e significativo.
Questa attività fa parte di un calendario di ricorrenze per la scuola primaria, pensato per accompagnare la programmazione didattica durante tutto l’anno. Visita il calendario completo seguendo il link qui sotto.

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