Fatti e opinioni: attività per la scuola primaria
Dal commento su una storia letta in classe a un breve testo informativo, i bambini incontrano spesso frasi che raccontano qualcosa e frasi che esprimono un giudizio: imparare a riconoscerle aiuta a leggere con più attenzione e a confrontarsi con le idee degli altri.
La Settimana mondiale dell’alfabetizzazione mediatica e informativa, in programma dal 24 al 31 ottobre 2026, offre un’occasione per parlarne. La settimana UNESCO richiama il ruolo dell’alfabetizzazione ai media e all’informazione; in classe si può partire da un’attività semplice, senza cominciare da Internet o dalle notizie. Bastano una frase, un’immagine e una domanda: come posso capire se questa affermazione si può verificare?
Che cosa distingue un fatto da un’opinione?
Un fatto è un’affermazione che riguarda qualcosa che può essere controllato. Per esempio: “Roma è la capitale d’Italia”. Per verificarla si può consultare un atlante o un libro di geografia.
Un’opinione esprime un giudizio, una valutazione o un punto di vista: “Roma è la città più bella d’Italia”. Le persone possono pensarla diversamente, perché la bellezza non si controlla come un dato geografico.
La distinzione non coincide con quella tra vero e falso. “Roma è la capitale della Francia” è un’affermazione verificabile, ma risulta errata. Non diventa un’opinione solo perché è sbagliata; allo stesso modo, un’opinione non è falsa perché un’altra persona non la condivide.
Anche le parole “secondo me” non bastano sempre per riconoscere un’opinione: “Secondo me, Roma è la capitale d’Italia” contiene comunque un’informazione che si può controllare. Conviene quindi chiedersi che cosa afferma la frase, non soltanto quali parole usa.
Partire da esempi vicini ai bambini
Con le classi seconde e terze si può iniziare dalla conversazione. L’insegnante legge alcune frasi e invita i bambini a spiegare il proprio ragionamento:
- “Oggi è martedì.”
- “Il martedì è il giorno più bello della settimana.”
- “La biblioteca della scuola apre alle nove.”
- “Leggere in giardino è più divertente che leggere in classe.”
Quali frasi si possono verificare? Dove si potrebbe controllare? Quali esprimono una preferenza?
Per alcune affermazioni si può consultare un calendario, un orario o un cartello. Per altre, come la preferenza tra giardino e aula, si possono ascoltare le risposte dei compagni: potranno essere diverse e restare tutte legittime.
Non serve che ogni risposta arrivi subito: anche dire “non sappiamo cosa rispondere, dovremmo controllare” è un passaggio importante, perché aiuta i bambini a distinguere ciò che pensano di sapere da ciò che hanno verificato.
Come posso verificare questa affermazione?
A ogni frase si può associare una domanda pratica: dove potremmo controllare? La risposta cambia in base a ciò che si vuole sapere.
Se la frase è “In classe siamo 22”, si può contare. Se è “La biblioteca comunale è aperta il sabato”, si può cercare l’orario esposto o consultare il sito del Comune insieme all’insegnante. Se è “Il libro è divertente”, si possono raccogliere le impressioni di chi lo ha letto, senza cercare una risposta unica.
Si può preparare alla lavagna una tabella con tre colonne: affermazione, dove controllare, che cosa abbiamo scoperto. I gruppi ricevono una frase e scelgono una fonte adatta: un libro, un calendario, una tabella, un avviso o un conteggio fatto in classe.
È utile tenere separati due momenti: prima si valuta se la frase è un’affermazione verificabile o un’opinione; poi, se è verificabile, si controlla se è corretta. Così i bambini non confondono la categoria della frase con il risultato della ricerca.
Due persone, due opinioni
Per capire che cosa significa esprimere un’opinione si può partire da una domanda senza una risposta giusta per tutti: “Qual è il momento più bello della giornata a scuola?”
Ogni bambino sceglie una risposta e, se vuole, aggiunge una ragione: “Preferisco la ricreazione perché gioco con i miei amici”; “Per me il momento più bello è leggere, perché posso viaggiare con la fantasia”.
L’insegnante raccoglie le risposte senza trasformarle in una gara. Due bambini possono preferire momenti diversi; ascoltare le ragioni aiuta a capire il punto di vista dell’altro, anche quando non lo si condivide.
Con le classi più grandi si può chiedere di confrontare le motivazioni: quali raccontano un’esperienza personale? Quali si basano su qualcosa che si può documentare? Un’opinione può anche essere sostenuta da fatti, ma resta un giudizio o una preferenza.
Lo stesso fatto, raccontato con parole diverse
La scelta delle parole può orientare il modo in cui leggiamo un evento. Per osservare questo effetto, si può presentare un breve resoconto:
Durante la ricreazione ha iniziato a piovere. La classe è rientrata cinque minuti prima.
Poi si confrontano due titoli:
- “La pioggia interrompe la ricreazione”
- “Una brutta sorpresa rovina la ricreazione”
Quali informazioni sono presenti nel resoconto? Quale titolo aggiunge un giudizio? Tutti i bambini considerano la pioggia una brutta sorpresa?
L’attività può proseguire chiedendo ai gruppi di inventare un titolo neutro e uno che esprima un’opinione. Il confronto mostra che si può partire dallo stesso fatto e presentarlo con parole diverse, senza che ogni titolo aggiunga nuove informazioni sull’accaduto.
Che cosa mostra l’immagine e che cosa aggiunge la didascalia?
Si può proiettare o distribuire la stessa immagine: per esempio un cortile bagnato, con alcuni bambini sotto un portico. A turno, si leggono due didascalie:
- “I bambini aspettano sotto il portico.”
- “La pioggia ha rovinato una giornata bellissima.”
La prima descrive ciò che si vede; la seconda esprime una valutazione. Ma l’immagine permette davvero di sapere se la giornata fosse bella prima della pioggia? E sappiamo perché i bambini stanno aspettando?
Per le classi seconde e terze è sufficiente distinguere ciò che si osserva da ciò che non si può sapere guardando l’immagine. In quarta e quinta si può aggiungere una domanda: quale didascalia accompagna meglio la fotografia se vogliamo descriverla? E quale, invece, vuole comunicare un’impressione?
Dai testi di classe ai contenuti informativi
Con le classi quarte e quinte si può proporre un breve resoconto misto:
Mercoledì la classe quarta ha visitato la biblioteca comunale. Il tragitto a piedi è durato dodici minuti. La bibliotecaria ha mostrato diciotto libri illustrati. La biblioteca è il luogo più bello del paese.
I bambini possono sottolineare le informazioni che, almeno in linea di principio, si possono controllare e cerchiare il giudizio. Poi scelgono una frase e discutono dove cercare una conferma: nel diario della classe, in una fotografia con didascalia, nel catalogo della biblioteca o ancora in un resoconto dell’insegnante.
Il lavoro può continuare con un avviso o un breve contenuto informativo preparato dal docente. Le domande sono semplici: chi lo dice? Dove è scritto? Quando è stato pubblicato? Che cosa nel testo sostiene l’affermazione? Troviamo la stessa informazione anche in un’altra fonte?
La fonte aiuta a capire da dove arriva un’informazione e come controllarla; da sola, però, non trasforma un’opinione in fatto e non garantisce che ogni affermazione sia corretta. Per questo è utile leggere sia le parole sia gli elementi che permettono di verificarle.
Queste domande introducono gradualmente l’alfabetizzazione ai media e all’informazione. Non richiedono di partire dai social o dalle notizie: allenano un modo di leggere che può essere applicato anche a contenuti informativi incontrati più avanti.
Per approfondire il ruolo della scuola, si possono leggere anche questi due articoli di Doppiofilo: Educazione digitale alla primaria: cosa può fare la scuola (e cosa no) e Intelligenza artificiale a scuola: il punto non è lo strumento.
In classe, il percorso può cominciare da una frase pronunciata da un alunno e proseguire con una fotografia, un titolo o un breve testo. Ogni volta la domanda resta concreta: che cosa possiamo controllare, che cosa esprime un punto di vista e quali elementi ci aiutano a capirlo?
Questa attività fa parte di un calendario di ricorrenze per la scuola primaria, pensato per accompagnare la programmazione didattica durante tutto l’anno. Visita il calendario completo seguendo il link qui sotto.

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