La Festa della Repubblica spiegata ai bambini
La Festa della Repubblica spiegata ai bambini non dovrebbe essere soltanto il racconto di una data.
Il 2 giugno non è solo un giorno segnato in rosso sul calendario, né una ricorrenza da ricordare con una definizione imparata a memoria. È una buona occasione per portare in classe una domanda semplice e molto concreta: che cosa significa scegliere insieme?
Ogni giorno, anche a scuola, i bambini incontrano piccole decisioni comuni: si sceglie un gioco, si stabilisce un turno, si decide come organizzare un lavoro di gruppo, si accetta una regola che vale per tutti. Naturalmente non è la stessa cosa che scegliere la forma di governo di un Paese, però il punto di partenza può essere vicino alla loro esperienza: quando una decisione riguarda tutti, non può essere imposta da una sola persona.
Il 2 giugno ci ricorda proprio questo: l’Italia, uscita dalla guerra e dalla dittatura, fu chiamata a scegliere il proprio futuro.
Che cosa si festeggia il 2 giugno?
Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica italiana.
Il riferimento storico è il referendum del 2 e 3 giugno 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica. Fino a quel momento l’Italia era stata una monarchia, cioè uno Stato con un re. Con il referendum, invece, la maggioranza dei votanti scelse la Repubblica.
Nello stesso momento vennero eletti anche i membri dell’Assemblea Costituente, cioè le persone incaricate di scrivere la nuova Costituzione italiana.
Per i bambini della scuola primaria è importante non trasformare subito questa spiegazione in un elenco di parole difficili: monarchia, repubblica, referendum, Costituzione sono termini importanti, ma vanno avvicinati con gradualità.
Prima ancora di spiegare tutte queste parole, può essere utile far emergere l’idea centrale: dopo un periodo molto duro della storia italiana, il Paese tornò a scegliere attraverso il voto.
Monarchia e Repubblica spiegate in modo semplice
Per spiegare la differenza tra monarchia e repubblica ai bambini, si può partire da una distinzione essenziale.
In una monarchia, il capo dello Stato è un re o una regina. Di solito questo ruolo si eredita: alla morte del sovrano, il posto passa a un altro membro della famiglia reale.
In una repubblica, invece, il capo dello Stato non eredita il ruolo. Le istituzioni si fondano su regole comuni e sulla partecipazione dei cittadini, attraverso il voto e attraverso gli organi previsti dalla Costituzione.
Alla scuola primaria può bastare un confronto chiaro:
- nella monarchia il re appartiene a una famiglia reale;
- nella repubblica lo Stato appartiene ai cittadini e alle cittadine, che partecipano alla vita democratica secondo regole condivise.
Questa distinzione va presentata con attenzione, senza ridurla a uno schema troppo rigido. Non si tratta di dire semplicemente “la monarchia è sbagliata e la repubblica è giusta”: si tratta di capire che, in quel momento storico, l’Italia scelse di costruire una nuova forma di Stato, dopo la guerra e dopo la dittatura.
Il voto come scelta comune
Il 2 giugno può essere raccontato ai bambini come il giorno di una grande scelta collettiva.
Possiamo immaginare molte persone che vanno al seggio, ricevono una scheda, entrano nella cabina elettorale e indicano la propria preferenza. Ognuno vota da solo, ma il risultato riguarda tutti.
Il voto non è una gara, e non vince chi grida di più: è una scelta personale che entra in una decisione collettiva.
Il referendum del 1946 arrivò dopo anni molto difficili: la dittatura fascista, la guerra, la Liberazione, il bisogno di ricostruire il Paese. Per questo il 2 giugno non va isolato dal resto della storia.
Può essere utile collegarlo, con misura, anche al percorso proposto nel nostro articolo sul 25 aprile spiegato ai bambini, ricordando che le due ricorrenze non sono la stessa cosa: il 25 aprile ricorda la liberazione dell’Italia dal nazifascismo; il 2 giugno ricorda la scelta della Repubblica e l’inizio di una nuova fase democratica.
Per i bambini questa distinzione è utile: una ricorrenza parla della liberazione, l’altra parla della scelta del futuro.
Nel 1946, per la prima volta in una consultazione politica nazionale, anche le donne italiane votarono e poterono essere elette. È un’informazione storica importante, ma anche un’occasione per far capire che la partecipazione democratica non è sempre stata riconosciuta a tutti nello stesso modo.
I simboli della Repubblica italiana
Il 2 giugno può essere anche l’occasione per richiamare alcuni simboli italiani: la bandiera, l’inno, l’emblema della Repubblica, il Presidente della Repubblica.
Il rischio, però, è fermarsi soltanto ai simboli; per questo può essere utile inserirli dopo aver lavorato sul significato della scelta comune.
La bandiera italiana, per esempio, non è solo un oggetto da colorare: è un simbolo che rappresenta una comunità. Se la classe ha già affrontato o affronterà questo tema, ci si può collegare al nostro articolo dedicato alla Giornata della Bandiera italiana, dove il Tricolore diventa il punto di partenza per lavorare sui simboli condivisi.
Le due ricorrenze si avvicinano, ma parlano di cose diverse: una parte dai simboli, l’altra dalla scelta democratica che quei simboli rappresentano.
Attività 1: scegliere insieme in classe
Per avvicinare il 2 giugno all’esperienza dei bambini, si può proporre una piccola votazione di classe.
L’insegnante presenta una scelta reale, semplice e non problematica. Per esempio:
- quale attività fare negli ultimi minuti della giornata?
- quale libro leggere ad alta voce?
- quale titolo dare a un cartellone?
- quale gioco organizzare in cortile?
Prima del voto, ogni proposta viene spiegata brevemente. Poi ogni bambino vota. Alla fine si contano le preferenze e si osserva il risultato.
La parte più interessante arriva dopo il voto.
Si può chiedere alla classe: tutti hanno potuto esprimersi? Che cosa succede se il risultato non è quello che qualcuno avrebbe voluto?
Non è solo una questione di maggioranza. Il momento educativo sta anche nel capire perché si è votato in un certo modo, ascoltare chi è rimasto deluso e decidere come andare avanti comunque.
Attività 2: monarchia e repubblica a confronto
Per le classi terze, quarte e quinte si può proporre una tabella semplice, da completare insieme.
Da una parte si scrive “MONARCHIA”, dall’altra “REPUBBLICA”.
Poi si confrontano alcune domande:
- chi è il capo dello Stato?
- come arriva a quel ruolo?
- il ruolo si eredita?
- quale spazio hanno i cittadini?
- quali regole servono per vivere insieme?
L’obiettivo non è costruire una tabella perfetta dal punto di vista giuridico, ma aiutare i bambini a organizzare le informazioni essenziali.
Il confronto può essere accompagnato da una frase guida:
“Nel 1946 gli italiani scelsero di non avere più un re e di diventare una Repubblica.”
Da qui si apre naturalmente la domanda sul perché, dopo la guerra, fosse così importante poter scegliere.
Attività 3: le parole della Repubblica
Un’altra attività utile consiste nel lavorare su alcune parole chiave: scelta, voto, regola, diritto, dovere, cittadino, Costituzione, partecipazione.
Non serve trasformarle tutte in definizioni da copiare; può essere più interessante chiedere ai bambini di collegarle a situazioni che conoscono:
- Quando una regola aiuta davvero il gruppo?
- Che cosa succede se qualcuno ha un diritto, ma gli altri non lo rispettano?
- Che differenza c’è tra dire la propria opinione e decidere insieme?
Le risposte possono essere raccolte alla lavagna, discusse e poi riorganizzate in poche frasi condivise. Alla fine, la classe può costruire un cartellone con una frase di sintesi, per esempio:
“Quando una scelta riguarda tutti, tutti devono poter essere ascoltati.”
Oppure:
“Le regole servono se aiutano a vivere meglio insieme.”
Da dove cominciare in classe
La Festa della Repubblica arriva spesso negli ultimi giorni di scuola, quando le classi sono stanche, i tempi sono stretti e molte attività dell’anno si stanno chiudendo: per questo non serve costruire un percorso lungo.
A volte basta una lezione ben pensata, una conversazione guidata, una piccola votazione, una parola da capire meglio.
L’importante è non ridurre il 2 giugno a una definizione da copiare o a una festa fatta solo di bandiere da colorare. I bambini hanno già incontrato, in forma piccola, molte delle questioni che questa ricorrenza porta con sé: discutere, scegliere, accettare una decisione che non era la loro, capire che una regola vale anche quando non conviene.
Spiegare la Festa della Repubblica ai bambini significa aiutarli a vedere che la storia non è fatta solo di date, nomi e istituzioni lontane: il 2 giugno racconta il momento in cui l’Italia scelse una nuova forma di Stato.
Ma, nella scuola primaria, può raccontare anche qualcosa di più vicino: il valore delle decisioni prese insieme, il rispetto delle regole comuni, la possibilità di partecipare.
Una classe non è una Repubblica in miniatura, e fare questo paragone troppo in fretta rischia di banalizzare entrambe le cose; però è una comunità, e come tale ha bisogno di parole condivise, regole, spazio per il disaccordo.
Forse è da qui che il 2 giugno diventa qualcosa che i bambini riconoscono, non solo una data da ricordare.
Quando una scelta riguarda tutti, come possiamo decidere insieme?
Questa attività fa parte di un calendario di ricorrenze per la scuola primaria, pensato per accompagnare la programmazione didattica durante tutto l’anno. Visita il calendario completo seguendo il link qui sotto.

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