Settimana europea della mobilità: attività per la primaria
Dal percorso casa-scuola alla mobilità sostenibile
Dal 16 al 22 settembre si svolge la Settimana europea della mobilità, la campagna promossa dalla Commissione europea per incoraggiare forme di spostamento più sostenibili. Nel 2026 il tema Mobility for Everyone pone una particolare attenzione all’equità tra generazioni: bambini, adulti e persone anziane non si muovono nello stesso modo e possono incontrare difficoltà diverse negli spostamenti quotidiani.
Alla scuola primaria la Settimana europea della mobilità può diventare l’occasione per proporre attività sulla mobilità sostenibile partendo dall’esperienza quotidiana dei bambini.
La prima domanda può essere molto semplice:
Come siamo arrivati a scuola questa mattina?
Il percorso casa-scuola può diventare il punto di partenza per osservare il territorio e raccogliere dati; da qui si può passare alla rappresentazione dello spazio conosciuto e a una riflessione su come le strade vengono utilizzate da persone con esigenze diverse.
Come arriviamo a scuola?
Si può iniziare con una semplice indagine in classe.
Ogni bambino indica come è arrivato a scuola: a piedi, in bicicletta, in automobile, con lo scuolabus, con un autobus oppure in un altro modo. I risultati possono essere raccolti alla lavagna e successivamente organizzati in una tabella.
Con i più piccoli sarà sufficiente contare e confrontare le quantità; nelle classi successive si può costruire un grafico e lavorare sui dati ottenuti.
Qual è il mezzo più utilizzato? Quanti bambini arrivano a piedi o usano un mezzo collettivo?
Dal confronto può emergere anche che alcuni percorrono pochi minuti, mentre altri arrivano da più lontano.
L’attività permette di collegare il tema della mobilità alla matematica senza forzature, perché i dati appartengono realmente alla classe.
Va evitata, invece, una lettura troppo semplice secondo la quale un mezzo sarebbe sempre “giusto” e un altro sempre “sbagliato”. Le possibilità di spostamento dipendono dalla distanza, dalla disponibilità dei mezzi pubblici, dagli orari familiari e dalle esigenze delle singole persone.
È un aspetto particolarmente coerente con il tema scelto per il 2026, che invita a pensare una mobilità accessibile tenendo conto delle diverse età, condizioni e possibilità di chi si sposta.
Disegniamo il percorso da casa a scuola
Dopo aver osservato come ci si sposta, si può passare al dove.
Ogni alunno prova a rappresentare il proprio percorso casa-scuola, individuando alcuni punti che riconosce facilmente: una piazza, un semaforo, un parco, un ponte, una chiesa, un negozio, un incrocio particolarmente grande.
Nelle prime classi non è necessario realizzare una vera carta geografica: sarà invece interessante proprio vedere quali elementi ogni bambino considererà importanti per orientarsi.
Il percorso di uno potrebbe avere come riferimento “il grande albero dopo la rotonda”; per un altro potrebbe essere fondamentale il panificio davanti al quale passa ogni mattina. Confrontando i disegni emerge che uno stesso territorio può essere letto e ricordato in modi diversi.
Con i bambini più grandi si può fare un passaggio ulteriore: stabilire alcuni simboli comuni, costruire una legenda, individuare punti di riferimento e ragionare sulle distanze.
Le Indicazioni nazionali inseriscono già alla primaria la descrizione dei percorsi e l’orientamento nello spazio conosciuto attraverso punti di riferimento e semplici rappresentazioni; negli ultimi anni entrano poi in gioco in modo più sistematico la cartografia, la legenda e il concetto di distanza.
Guardare una strada con gli occhi degli altri
Il tema della Settimana europea della mobilità 2026 offre anche uno spunto meno consueto.
Si può scegliere una strada vicina alla scuola e chiedere ai bambini di osservarla immaginando di percorrerla in situazioni diverse: un bambino riesce a camminare sul marciapiede senza difficoltà? Una persona anziana trova un punto in cui fermarsi? Chi spinge un passeggino riesce a superare facilmente gli attraversamenti? E una persona che utilizza una carrozzina?
In questa fase non è necessario cercare subito una soluzione: interessa soprattutto accorgersi che la stessa strada non è necessariamente facile da percorrere per tutti.
Un marciapiede molto stretto, un’automobile parcheggiata davanti a un attraversamento, una rampa assente oppure una pista ciclabile che termina improvvisamente possono essere osservati come caratteristiche concrete dello spazio: sono situazioni che permettono anche di introdurre, partendo dalla realtà vicina ai bambini, alcuni aspetti della sicurezza stradale.
È un modo semplice per collegare geografia ed educazione civica. Lo spazio pubblico viene utilizzato da molte persone e il modo in cui è organizzato incide sulla loro vita quotidiana.
Che cosa cambieremmo vicino alla nostra scuola?
Dall’osservazione si può arrivare a una piccola proposta.
La classe sceglie un punto del percorso intorno alla scuola e prova a immaginare un miglioramento possibile: potrebbe servire una rastrelliera per le biciclette, un attraversamento più riconoscibile, un marciapiede più libero, o ancora semplicemente un luogo in cui fermarsi.
Ogni gruppo può rappresentare la situazione com’è adesso e, accanto, disegnare come vorrebbe modificarla, e alla rappresentazione si aggiunge una breve spiegazione.
Il lavoro può concentrarsi su una domanda molto concreta:
A chi servirebbe quella modifica e perché?
Il confronto può essere interessante proprio quando le proposte sono diverse. Ciò che è utile a chi arriva a piedi, per esempio, può non coincidere con ciò che serve a chi usa la bicicletta o accompagna un bambino piccolo.
Dal quartiere alla cittadinanza
Nella scuola primaria, il percorso casa-scuola offre un’occasione particolarmente concreta per lavorare su uno spazio conosciuto, che proprio per questo rischiamo spesso di attraversare senza osservarlo.
Rappresentare il percorso e confrontarlo con quello dei compagni permette di lavorare sull’orientamento e sul territorio; osservare come quello stesso spazio viene vissuto da altre persone apre invece il collegamento con l’educazione civica.
Le Indicazioni nazionali collegano l’insegnamento della geografia allo spazio vissuto e al rapporto tra comunità e ambiente: tra gli obiettivi compare anche la comprensione del ruolo degli spazi nella vita sociale e delle regole che ne permettono un uso condiviso.
La Settimana europea della mobilità può quindi offrire l’occasione per avviare il lavoro, ma le attività sul percorso casa-scuola non sono legate soltanto ai giorni dal 16 al 22 settembre: possono essere riprese durante l’anno quando si lavora sull’orientamento, sulla rappresentazione dello spazio, sui dati o sull’educazione civica.
Questa attività fa parte di un calendario di ricorrenze per la scuola primaria, pensato per accompagnare la programmazione didattica durante tutto l’anno. Visita il calendario completo seguendo il link qui sotto.

Commenti (0)