Ultimi giorni alla scuola primaria: sette attività
Gli ultimi giorni di scuola hanno un ritmo diverso dal resto dell’anno. Il programma è quasi concluso, la stanchezza si sente, così come tutti sentono l’estate ormai alle porte.
In classe, però, resta ancora del tempo. Non sempre è il momento giusto per iniziare nuovi argomenti o proporre lavori molto strutturati, ma allo stesso tempo lasciare gli ultimi giorni senza tanta programmazione, tra schede casuali, lavoretti improvvisati e giochi scelti solo per arrivare alla fine della mattinata, non è necessariamente la soluzione migliore.
La chiusura dell’anno può essere il momento per guardare indietro, riprendere con leggerezza qualcosa di quello che è stato fatto i mesi precedenti e salutare la classe con meno improvvisazioni. Non servono attività complicate: servono proposte semplici, adatte al clima di fine anno, capaci di dare un senso a quello che è stato vissuto.
Di seguito proponiamo sette attività per gli ultimi giorni di scuola primaria. Idee leggere, ma non vuote, da adattare alla classe, all’età dei bambini e al tempo disponibile.
1. La linea del tempo dell’anno
Si prepara una lunga striscia di carta da appendere alla parete o alla lavagna e si segnano i mesi, da settembre a giugno. Poi si chiede alla classe di ricordare alcuni momenti: una gita, un laboratorio, un libro letto insieme, un lavoro di gruppo, una difficoltà superata.
Ogni bambino può contribuire con un ricordo scritto su un biglietto o disegnato su un cartoncino, da collocare nel punto giusto della linea.
La linea del tempo funziona perché aiuta la classe a vedere l’anno come un percorso, non come una somma di giornate. Recupera anche i momenti che rischierebbero di perdersi come un piccolo progresso, una nuova parola imparata oppure un’esperienza che ha lasciato il segno.
Per le classi più alte, si può arricchire con brevi didascalie o distinguere tra “momenti della classe”, “momenti personali” e “cose imparate”.
2. Il barattolo dei ricordi
Il barattolo dei ricordi è un’attività semplice da riproporre anche per più giorni.
Si prepara un contenitore: potrebbe essere una scatola, un barattolo decorato, o una busta grande. Tutti gli alunni ricevono alcuni biglietti e sono chiamati a completare frasi come:
- “Ho questo ricordo di quest’anno…”
- “Un momento bello è stato…”
- “Una cosa difficile che ho superato è…”
- “Una parola che porto con me è…”
I biglietti possono essere firmati o anonimi. Dopo averli raccolti, l’insegnante ne legge alcuni ad alta voce, lasciando alla classe il tempo di commentare, riconoscersi, rilanciare.
Questa attività non chiede di produrre un elaborato finito, ma crea piccoli momenti di ascolto condiviso. Se si preferisce, il barattolo può restare in classe fino all’ultimo giorno: ogni mattina si pescano alcuni biglietti e si dedicano cinque minuti alla lettura.
3. La valigia per l’estate
Ogni bambino disegna una valigia aperta su un foglio e dentro inserisce, con parole o disegni, ciò che vuole portare con sé dall’anno concluso. Non oggetti, ma esperienze, apprendimenti, emozioni, ricordi.
Per guidare l’attività si possono proporre alcune consegne:
- “Metti in valigia una cosa che hai imparato.”
- “Metti in valigia un momento che vuoi ricordare.”
- “Metti in valigia una fatica che sei riuscito a superare.”
- “Metti in valigia un consiglio per l’estate.”
Nelle classi prime e seconde l’attività si fa soprattutto attraverso il disegno; nelle classi più alte si può chiedere di accompagnare ogni elemento con una breve spiegazione.
In alternativa, la valigia diventa un cartellone collettivo: ogni bambino prepara un piccolo “oggetto simbolico” da incollare nella valigia della classe. In questo modo il lavoro individuale entra in una memoria comune.
4. Prima non lo sapevo, ora lo so
Spesso i bambini non si accorgono di quanto siano cambiati. Ciò che a settembre sembrava difficile, a giugno è diventato normale. Questa attività serve a rendere visibili i progressi.
Si divide un foglio in due colonne: “Prima non sapevo…” / “Ora so…”
Ogni bambino completa alcune frasi, pensando alle discipline, alla vita di classe, alle relazioni.
Gli esempi possono essere molto diversi tra loro:
- “Prima non sapevo dividere bene le sillabe, ora ci riesco.”
- “Prima avevo paura di leggere ad alta voce, ora ci provo.”
- “Prima non sapevo lavorare bene in gruppo, ora ascolto di più.”
In una seconda fase, alcune frasi possono essere raccolte su un cartellone dal titolo “Le cose che ora sappiamo”.
È un’attività semplice, ma fa una cosa importante: aiuta a chiudere l’anno con la consapevolezza di aver fatto strada.
5. Un consiglio per chi verrà dopo
Questa attività è adatta a tutte le classi, ma funziona molto bene in quinta, prima del passaggio alla scuola secondaria.
Si chiede agli alunni di scrivere un consiglio per chi arriverà nella loro classe l’anno prossimo. Può riguardare una materia, la ricreazione, il materiale, il modo di stare nel gruppo.
La consegna può essere formulata così:
“Immagina di parlare a un bambino o a una bambina che l’anno prossimo sarà nella classe che tu hai appena concluso. Che cosa gli diresti?”
I testi si raccolgono in un piccolo fascicolo, in una busta da consegnare alla futura classe o in un cartellone da lasciare in aula.
Il valore dell’attività sta nella posizione che assegna ai bambini: hanno finito un anno, e proprio per questo possono lasciare qualcosa di utile a chi verrà dopo.
Per la classe quinta, la consegna può diventare: “Un consiglio per me, quando inizierò la scuola secondaria.” In questo caso l’attività non guarda solo indietro, ma prepara anche il passaggio successivo.
6. La piccola mostra della classe
Negli ultimi giorni si può dedicare un momento a guardare i lavori dell’anno: quaderni, cartelloni, testi, mappe, disegni, fotografie di attività svolte.
Non serve una mostra formale. Basta dividere i materiali in alcune aree:
- “Le cose che abbiamo scoperto”
- “Le cose che abbiamo scritto”
- “Le cose che abbiamo costruito”
- “Le cose che abbiamo letto”
Ogni gruppo di bambini sceglie uno o due materiali e prepara una breve presentazione orale: perché li ha scelti, che cosa raccontano dell’anno, quale momento riportano alla memoria…
I quaderni e i cartelloni non sono prodotti da archiviare in fretta, ma tracce di un percorso che merita di essere guardato un’ultima volta. Se c’è tempo, si può invitare un’altra classe a visitare la mostra, oppure fotografare l’allestimento come memoria dell’anno.
7. La lettera a settembre
Ogni bambino scrive una lettera a sé stesso, immaginando di rileggerla all’inizio del nuovo anno scolastico. Può contenere un saluto, un ricordo, un obiettivo, una piccola promessa.
Questa attività è più individuale e raccolta rispetto alle precedenti: non serve condividerla. Proprio per questo può diventare uno spazio tranquillo, adatto anche ai bambini che non amano esporsi davanti alla classe.
Per aiutare la scrittura si possono proporre alcune frasi guida:
“Caro me di settembre…” “Ti scrivo alla fine di quest’anno perché…” “Vorrei ricordarti che…” “Quest’anno hai imparato…” “Quando tornerai a scuola, prova a…”
Le lettere si chiudono in una busta. L’insegnante può conservarle e restituirle a settembre, oppure consegnarle ai bambini perché le portino a casa.
Per la classe quinta, la lettera può essere rivolta al sé che entrerà alla scuola media. Diventa un modo per nominare attese, timori e desideri legati al passaggio senza doverli spiegare, ma solo scrivendoli.
Quale attività scegliere?
Non serve riempire al massimo gli ultimi giorni alla scuola primaria: è più utile scegliere qualcosa di adatto al tempo reale che resta e all’energia della classe.
Se restano solo pochi momenti liberi, funzionano bene il barattolo dei ricordi o “Prima non lo sapevo, ora lo so”: brevi, guidate, facili da interrompere e riprendere.
Se invece si ha una mattinata più distesa, si può lavorare sulla linea del tempo, sulla piccola mostra della classe o sulla valigia per l’estate. Richiedono un po’ più di organizzazione, ma restituiscono alla classe un’immagine concreta del percorso fatto.
Per la classe quinta, la lettera a settembre e il consiglio per chi verrà dopo permettono di accompagnare con discrezione il passaggio alla scuola secondaria.
Il criterio, in ogni caso, può restare semplice: l’attività deve aiutare a chiudere, non ad aggiungere peso.
Gli ultimi giorni non sono tempo perso
A volte gli ultimi giorni di scuola vengono vissuti come un tempo sospeso: il lavoro è finito, ma la scuola non ancora. In realtà possono essere giorni importanti, proprio perché permettono di guardare l’anno da una distanza che durante l’anno non si ha mai.
I bambini hanno bisogno anche di riti di chiusura. Non necessariamente solenni, non necessariamente carichi di emozione: bastano piccoli gesti.
Chiudere bene un anno non significa fare qualcosa di speciale a ogni costo: significa aiutare la classe a capire che il tempo vissuto insieme ha avuto una forma, una direzione. E questo obbiettivo si può raggiungere anche con poco, se fatto bene.
Questa attività fa parte di un calendario di ricorrenze per la scuola primaria, pensato per accompagnare la programmazione didattica durante tutto l’anno. Visita il calendario completo seguendo il link qui sotto.

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