Come insegnare il riassunto nella scuola primaria
Chiedere a un bambino di “fare il riassunto” sembra una consegna semplice. In realtà richiede diverse operazioni: capire il testo, scegliere le informazioni davvero importanti, metterle in relazione e riscriverle in forma più breve.
Le Indicazioni nazionali 2025 attribuiscono al riassunto un ruolo preciso nella scuola primaria: al termine del percorso, gli alunni dovrebbero saper individuare i punti principali di un testo e riorganizzarli conservandone il significato complessivo. Il riassunto viene inoltre indicato come un esercizio importante per imparare a scrivere e a pensare.
Che cosa significa riassumere un testo
Riassumere significa riscrivere un testo in forma più breve, conservando le informazioni necessarie perché chi legge possa comprenderne il significato anche senza conoscere l’originale.
Per arrivarci occorre comprendere, selezionare, organizzare e riformulare. Queste operazioni non avvengono sempre in un ordine rigido: può capitare che proprio durante la scrittura un bambino si accorga di non aver capito bene un passaggio e debba tornare al testo.
Togliere non basta
Riassumere significa anche trasformare.
A volte occorre generalizzare. Una frase come:
“Nel cestino c’erano mele, pere, pesche e albicocche”.
può diventare:
“Nel cestino c’era della frutta”.
In altri casi si possono riunire più azioni in un’unica idea:
“Marco si alzò, si lavò, si vestì e prese lo zaino”.
può diventare:
“Marco si preparò”.
Sono operazioni più complesse della semplice cancellazione, perché richiedono di riconoscere che più informazioni possono essere ricondotte a un significato comune.
Prima del riassunto viene la comprensione
Prima di chiedere che cosa si può togliere, è utile verificare che il bambino sappia rispondere almeno a due domande:
- Di che cosa parla il testo?
- Quali sono le informazioni senza le quali non si capirebbe ciò che accade o viene spiegato?
Il riassunto nasce quindi da un lavoro di comprensione già avviato: ne abbiamo parlato anche nell’articolo dedicato alla comprensione del testo nella scuola primaria.
Anche la scelta del testo conta: per i primi lavori conviene utilizzare testi brevi, con una struttura chiara e pochi passaggi impliciti. Un periodo molto lungo, un pronome che rimanda a un’informazione precedente o una causa non espressa direttamente possono creare difficoltà già nella comprensione.
Nel racconto del riccio che vedremo più avanti, per esempio, il motivo per cui il papà invita Marta a non prendere l’animale è distribuito in due frasi: se quel collegamento non viene compreso, il riassunto rischia di perdere proprio una delle informazioni più importanti.
Informazioni principali e secondarie
Una delle difficoltà più frequenti è riconoscere ciò che deve rimanere.
Capita spesso che, invitato a sottolineare le informazioni importanti, un bambino finisca per sottolineare quasi tutto. Non significa necessariamente che non abbia prestato attenzione: può non aver ancora imparato a dare un peso diverso alle informazioni.
Una domanda utile può essere:
Chi legge il riassunto senza aver letto il testo capisce lo stesso che cosa succede e perché?
Se la risposta è no, probabilmente manca qualcosa di importante.
Luogo, tempo, descrizioni ed esempi non sono automaticamente secondari. In alcuni testi si possono eliminare; in altri servono a comprendere la situazione o a mantenere coerente il significato.
Sequenze, parole chiave e racconto orale
Esistono diversi strumenti che possono aiutare, ma vanno scelti in base al testo.
Dividere il testo in sequenze
Nei racconti, dividere il testo in sequenze e dare a ciascuna un titolo breve può aiutare a individuare i passaggi fondamentali.
Per esempio:
- Luca perde l’autobus.
- Decide di andare a piedi.
- Incontra un compagno.
- Arrivano insieme a scuola.
I titoletti possono diventare una prima scaletta. Il passaggio successivo consiste nel collegarli e trasformarli in un testo coerente.
Usare le parole chiave
Le parole chiave sono particolarmente utili nei testi informativi, dove aiutano a recuperare concetti e relazioni.
In un breve testo sul ciclo dell’acqua, per esempio, parole come sole, evaporazione, nuvole, pioggia possono essere sufficienti per ricostruire il processo.
Nel racconto, invece, bisogna fare attenzione a non scegliere soltanto nomi di personaggi o luoghi. Nel testo del riccio, per esempio, la parola selvatico è più significativa di giardino, perché aiuta a ricordare il motivo per cui Marta non deve prendere l’animale.
Raccontare prima di scrivere
Anche il racconto orale può essere utile.
In classe si può lavorare a coppie: un bambino racconta il testo in un minuto, mentre il compagno tiene davanti l’originale e segnala soltanto se manca qualcosa di indispensabile.
In questo modo la selezione delle informazioni può essere esercitata senza dover gestire contemporaneamente anche la scrittura.
Riscrivere con parole proprie
Molti bambini tendono a copiare intere frasi dal testo. È comprensibile: davanti a loro c’è già una formulazione completa e corretta.
Una strategia semplice consiste nel leggere una breve parte del testo, coprirla e provare a raccontarla con parole proprie prima di scrivere.
Si possono usare anche alcune domande guida:
Chi? Che cosa accade? Perché? Qual è la conseguenza?
Non devono diventare una sequenza obbligatoria. Servono soltanto ad aiutare il bambino a ricostruire il significato senza restare troppo legato alle frasi originali.
Testo narrativo e testo informativo
Il procedimento generale è simile, ma cambia il tipo di informazione da cercare.
Riconoscere come è costruito il testo aiuta anche a capire quali informazioni cercare: nell’articolo sui tipi di testo nella scuola primaria abbiamo visto più nel dettaglio le caratteristiche delle principali tipologie testuali.
Nel testo narrativo sono importanti soprattutto i personaggi essenziali, la situazione iniziale, gli eventi che fanno avanzare la storia e la conclusione.
Nel testo informativo bisogna invece individuare l’argomento, i concetti principali e le relazioni tra le informazioni.
Consideriamo questo breve esempio:
Come si forma la pioggia
Il Sole riscalda l’acqua dei mari, dei laghi e dei fiumi. Una parte dell’acqua evapora e sale nell’aria sotto forma di vapore. In alto l’aria è più fredda: il vapore si condensa e forma piccole gocce che, riunendosi, danno origine alle nuvole. Quando le gocce diventano troppo pesanti, cadono sotto forma di pioggia.
Un possibile riassunto è:
Il calore del Sole fa evaporare parte dell’acqua. Il vapore sale, si raffredda e forma le nuvole. Quando le gocce diventano abbastanza pesanti, cade la pioggia.
L’elenco “mari, laghi e fiumi” è stato sostituito da “acqua”; i dettagli sono diminuiti, ma è rimasto il rapporto tra evaporazione, condensazione e pioggia.
Un esempio: dal testo al riassunto
Consideriamo ora un breve racconto:
Il riccio in giardino
Una sera d’autunno, tornando a casa, Marta vide qualcosa muoversi vicino alla siepe del giardino. Si avvicinò lentamente e scoprì un piccolo riccio. L’animale camminava tra le foglie secche alla ricerca di cibo. Marta avrebbe voluto prenderlo in mano, ma il papà le spiegò che era meglio lasciarlo tranquillo: i ricci sono animali selvatici e possono trovare da soli ciò che serve loro. Marta rimase allora a osservarlo da lontano. Dopo qualche minuto il riccio attraversò il prato e scomparve sotto un mucchio di foglie.
Prima di scrivere si può raccontare la storia oralmente:
“Marta vede un riccio in giardino e vorrebbe prenderlo. Il papà le spiega che è un animale selvatico e che deve lasciarlo tranquillo. Marta lo osserva da lontano e poi il riccio si nasconde tra le foglie.”
A questo punto possiamo tornare al testo e discutere che cosa è rimasto fuori.
La sera, l’autunno, la siepe, il prato e il trascorrere dei minuti costruiscono l’ambiente, ma qui non sono necessari per capire la vicenda.
Più interessante è il fatto che il riccio stia cercando cibo. Può sembrare importante, perché mostra che l’animale sa procurarsi ciò che gli serve; poco dopo, però, questa informazione viene espressa in modo più chiaro dal papà. Nel riassunto possiamo quindi evitare di ripeterla.
Proviamo ora a partire da un riassunto incompleto:
Marta vede un riccio. Vorrebbe prenderlo ma il papà dice di no. Poi il riccio va via.
La sequenza degli eventi è corretta, ma chi non conosce il testo non sa perché il papà dica di no.
Si può allora chiedere: che cosa bisogna aggiungere perché il comportamento del papà abbia senso?
Una versione più completa può essere:
Marta vede un piccolo riccio in giardino e vorrebbe prenderlo. Il papà le spiega che è un animale selvatico e che è meglio lasciarlo tranquillo. Marta allora lo osserva da lontano finché il riccio si nasconde tra le foglie.
Anche la riscrittura modifica il testo: per esempio finché collega due momenti che nell’originale erano espressi con frasi separate.
Si può inoltre scegliere di raccontare tutto al presente, come nell’esempio, purché il tempo verbale rimanga coerente dall’inizio alla fine.
Il riassunto dalla terza alla quinta primaria
Le Indicazioni nazionali indicano il riassunto come un traguardo del percorso della scuola primaria, ma non indicano una scansione per classe: si può quindi costruire una progressione graduale.
Il riassunto in classe terza
Il lavoro può essere soprattutto preparatorio, con racconti brevi e una struttura facilmente riconoscibile.
Si può lavorare su sequenze, immagini in ordine, titoli, elementi essenziali e racconto orale: l’obiettivo è far comprendere che non tutte le informazioni hanno lo stesso peso.
Il riassunto in classe quarta
Si può aumentare gradualmente l’autonomia.
I bambini possono confrontare informazioni principali e secondarie, provare semplici generalizzazioni, utilizzare parole chiave e iniziare a lavorare anche su brevi testi informativi.
Un’attività utile è confrontare due riassunti diversi dello stesso testo e discutere quali scelte funzionino meglio.
Il riassunto in classe quinta
Il lavoro può estendersi ai testi di studio: per esempio, dopo aver letto un paragrafo di storia, si può chiedere di ridurlo a tre frasi essenziali e poi trasformare quelle tre frasi in una piccola scaletta per l’esposizione orale.
In questo modo il riassunto entra progressivamente nel metodo di studio e nell’organizzazione delle conoscenze.
Gli errori più frequenti
Gli errori aiutano a capire su quale passaggio occorre tornare.
Se il riassunto è quasi lungo quanto il testo, probabilmente manca ancora una vera selezione. Nelle prime attività può essere utile che l’insegnante dia un vincolo concreto, per esempio chiedendo di raccontare un breve testo in tre o quattro frasi. Non esiste però una proporzione valida per stabilire quanto debba essere lungo ogni riassunto.
Se contiene molte frasi copiate, bisogna lavorare sulla riformulazione; e mancano passaggi fondamentali, il bambino ha eliminato troppo; se le frasi sono corrette ma scollegate, occorre lavorare sui nessi tra le informazioni; se compaiono opinioni personali o elementi che il testo non contiene, va chiarita la differenza tra riassumere e commentare.
Alla fine possono bastare tre domande di controllo:
- Si capisce anche senza leggere l’originale?
- Ho aggiunto informazioni che nel testo non c’erano?
- Ho usato, per quanto possibile, parole mie?
Un’abilità che cresce nel tempo
Non si impara a riassumere con una sola scheda e nemmeno in poche lezioni.
Occorre tornare più volte sulle stesse operazioni, con testi diversi e con gradi di aiuto differenti.

Laura
8 Ottobre 2026Ottimo percorso che spiega tutte le competenze che devono possedere per svolgerlo e cone non sia da richiedere prima di possederle. Casa editrice molto comopente.
Ada Foglia
8 Ottobre 2026Sto affrontando in questi giorni questa argomento e alcuni bambini hanno molta difficoltà.
Webmaster Tredieci
9 Ottobre 2026Grazie Laura!